- Tracciabilità obbligatoria: serve un Documento di Trasporto (DDT) o una prova scritta equivalente che attesti lo scambio prima della fattura.
- Scadenza fissa: l’invio al Sistema di Interscambio (SDI) va fatto entro il giorno 15 del mese successivo alle operazioni.
- Codice XML specifico: nel tracciato telematico bisogna inserire il codice “Tipo Documento” TD24 per differenziarlo dalle fatture ordinarie.
Emettere una fattura per ogni singola consegna o servizio ripetuto nello stesso mese rischia di bloccare la tua gestione amministrativa in un ciclo continuo di invii. Se spedisci merce regolarmente allo stesso cliente, generare decine di documenti separati è solo un inutile dispendio di tempo e risorse. La fattura differita nasce proprio per risolvere questo problema.

Questo strumento permette di raggruppare tutte le transazioni di un mese solare verso un unico committente, riepilogandole in un solo documento fiscale.
Vediamo nei dettagli come funziona questa modalità, quali documenti conservare per evitare contestazioni e come impostare i codici corretti per l’invio telematico allo SDI senza commettere errori.
Cos’è la fattura differita e cosa significa per la tua gestione contabile
Sfruttare la fattura differita consente di posticipare l’emissione del documento fiscale rispetto al giorno in cui consegni la merce o completi un servizio. Nella prassi commerciale viene definita anche fattura posticipata o fattura riepilogativa ddt.
Se un fornitore spedisce materiale a un cliente più volte a settimana, non ha senso generare dodici o quindici file XML differenti. Con questa opzione si raccolgono tutte le consegne del mese in un unico testo contabile cumulativo. Per la tua attività il vantaggio è pratico: riduci i costi di gestione, azzeri i tempi di inserimento e semplifichi il lavoro del tuo commercialista in fase di registrazione.
A livello normativo, questo strumento si differenzia dalla procedura standard in cui la transazione e la fatturazione avvengono contemporaneamente. Sposti in avanti la burocrazia senza modificare le regole sulla liquidazione dell’IVA, a patto di conservare i documenti che provano il passaggio dei beni.
Il legame tra DDT e fattura elettronica: i tempi di emissione e i requisiti
Non puoi emettere una fattura differita senza un supporto documentale certo. La legge richiede che ogni operazione sia tracciata da una documentazione idonea che attesti la consegna. Per le merci, questo documento è il DDT (Documento di Trasporto).
La fatturazione differita DDT impone di inserire nel documento riepilogativo le date e i numeri di protocollo di ogni singola spedizione del mese.
Il sistema è valido sia per accorpare decine di consegne, sia per una fattura differita con un solo DDT. Anche se l’operazione mensile è unica, puoi comunque usare il canale differito per sfruttare i termini di trasmissione più flessibili.
Molti professionisti si chiedono se sia possibile emettere una fattura differita senza ddt. La risposta è sì, ma solo in due casi specifici:
Prestazioni di servizi e cessioni con scontrino parlante
Nelle prestazioni di servizi la merce fisica non si muove, quindi il DDT non esiste. La prova del lavoro svolto viene fornita da documenti equivalenti: una relazione firmata di stato avanzamento lavori (SAL), una nota di consegna delle attività, una fattura proforma o un contratto scritto che certifichi l’esecuzione.
Nelle cessioni di beni destinate ai privati, se la vendita è certificata da un documento commerciale che riporta il codice fiscale o la partita IVA del cliente (lo scontrino parlante), questo scontrino sostituisce il DDT per la successiva fatturazione riepilogativa.
Quando si emette la fattura differita: i termini e le scadenze dello SDI
La scadenza per l’invio della fattura differita è fissa: entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna dei beni o di ultimazione dei servizi. Se effettui tre spedizioni il 5, il 12 e il 28 maggio, la trasmissione telematica complessiva deve avvenire entro il 15 giugno.
Per quanto riguarda la data da indicare nel tracciato XML, puoi scegliere tra due modalità accettate dal fisco:
- Inserire l’ultimo giorno del mese in cui sono avvenuti gli scambi (es. 31 maggio), l’opzione più pulita per far quadrare i conti.
- Inserire la data del giorno in cui compili e invii il file (es. 12 giugno), fermo restando che il documento riepiloga le operazioni del mese prima.
Rispettare il termine di fatturazione DDTè fondamentale per la gestione dell’IVA. Anche se trasmetti il file a giugno, l’imposta fa parte della liquidazione di maggio (mese di effettuazione). Sforare il giorno 15 comporta sanzioni per tardiva fatturazione e crea problemi nei registri contabili tuoi e del cliente.
Differenza tra fattura immediata e differita: quale scegliere per la tua attività
La differenza tra fattura differita e immediata è unicamente nei tempi di gestione e nei documenti di accompagnamento.
La fattura immediata deve essere trasmessa allo SDI entro 12 giorni dal momento dell’operazione (pagamento o consegna). Non richiede l’emissione del DDT, poiché il file XML viene inviato subito dopo la vendita e copre una sola operazione spot.
Ecco un confronto schematico:
| Caratteristica | Fattura Immediata | Fattura Differita |
|---|---|---|
| Tempi di Invio allo SDI | Entro 12 giorni dall’evento o dal saldo. | Entro il giorno 15 del mese successivo. |
| Documento Preventivo | Non richiesto (basta il contratto o la vendita). | Obbligatorio (DDT o nota di consegna). |
| Struttura | Singola per ogni specifica transazione. | Riepilogativa, accorpa più scambi del mese solare. |
| Utilizzo ideale | Vendite isolate o consulenze spot. | Forniture e rapporti commerciali continuativi. |
Scegliere tra fattura differita o immediata dipende dai volumi e dall’organizzazione logistica. Se le spedizioni verso lo stesso cliente sono ricorrenti, la formula differita evita di intasare l’ufficio acquisti del cliente e l’amministrazione interna.
Come si fa una fattura differita elettronica: la guida alla compilazione
La compilazione di una fattura elettronica differita segue le stesse regole tecniche di quella ordinaria, tranne che per due dettagli del file XML che comunicano allo SDI la natura del documento.
I passaggi all’interno del software gestionale sono:
- Il Tipo Documento: non devi usare il codice standard TD01. Seleziona il codice TD24, specifico per le fatture differite legate a beni e servizi tracciati da DDT o note di consegna.
- I dati dei DDT: compila la sezione dell’XML denominata “DatiDDT”. Per ogni documento di trasporto emesso nel mese devi indicare il numero, la data e abbinare le relative righe di merce inserite in fattura.
- I totali: verifica che l’imponibile e l’aliquota IVA riflettano la somma esatta dei beni indicati nei DDT inseriti.
Collegare il software di magazzino al sistema di fatturazione automatizza questo processo, eliminando il rischio di errori di battitura manuale dei codici e assicurando una contabilità precisa.