Laureati in ingegneria, sempre più ricercati dalle aziende

career - ingegneriaLe professioni più richieste
Secondo un’indagine del Cni (Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri) pubblicata sull’Ansa in occasione del congresso di categoria svoltosi a Venezia a fine settembre,alcuni profili professionali sono più ricercati di altri, specie negli ultimi 2 anni.
Dopo un calo generale dell’occupazione, che oggi si assesta al 12%, si vedono timidi segnali di ripresa per quanto riguarda la ricerca di profili professionali nell’area tecnica.
Il valore registrato (+31%) segna un’impennata considerevole che non si verificava da almeno 15 anni.
E’ il settore dell’ingegneria quello che più richiesto, nelle varie branche e specializzazioni, e in particolare gli ingegneri elettronici, industriali e civili.
Per queste 3 categorie si prevedono assunzioni rispettivamente fino a 10 mila, 7 mila e 2 mila unità.
Anche durante il picco della crisi il calo delle assunzioni nel settore ingegneristico era stato del 6%, quindi comunque inferiore a quello nazionale, per cui si prevede che nel 2016 tornerà ad attestarsi intorno al 4%, che è il valore “fisiologico” che caratterizza questo settore.
Gli stessi dati indicano che si tratta di professioni molto ricercate per la preparazione tecnica elevata e che va incontro soprattutto alle esigenze generate della “rivoluzione digitale” che non finisce di richiedere profili sempre più specializzati, anche nel mondo della comunicazione (ingegneri informatici).

Le tendenze occupazionali dell’ultimo trimestre del 2015
La conferma del trend positivo per quanto riguarda le professioni con specializzazioni tecniche arriva anche dal rapporto trimestrale “Previsioni ManPower sull’occupazione”. Hanno raccolto infatti le opinioni di 1001 imprenditori e datori di lavoro in Italia, che nel periodo compreso tra ottobre e dicembre di quest’anno, prevedono di assumere soprattutto profili legati al commercio come i sales engineer, ma anche architetti e progettisti meccanici.
E’ speculare a questi profili anche la ricerca di project engineer e progect manager, evidenziando una richiesta di pianificazione scientifica.
Se con la fine dell’estate si è registrato un calo in settori del commercio come il turismo e la ristorazione, si assiste invece a una seppur lenta e ancora poco forte ripresa sul fronte delle professioni che hanno a che fare con l’Ict e i servizi di comunicazione più moderni.
Il presidente di ManPower Group dell’area mediterranea Stefano Scabbio ha confermato infatti che tra i profili più ricercati dalle aziende ci sono i programmatori e gli informatici e che, per il 2016, ci si attende una conferma a questa tendenza che coinvolge anche altre figure professionali sempre legate al mondo del digitale.
La ripresa quindi tanto attesa potrebbe iniziare nel 2016 in modo deciso e finalmente riscontrabile anche nel paese reale, considerando anche i progressi che si registrano nel settore del commercio all’ingrosso.
Anche in questo caso, nonostante i problemi che sono perduranti durante il 2015, questo settore che per ben 4 trimestri consecutivi relativi proprio all’anno in corso ha dato risultati positivi e sono segnali che non si vedevano da almeno 7 anni.

Le aziende italiane e il piano assunzioni In relazione allo studio di ManPower Group è stato anche analizzato il tessuto industriale e le relative prospettive per l’occupazione in base alla distribuzione delle aziende italiane.
Come è noto con la crisi gran parte di questo tessuto si è sgretolato a ritmi di centinaia di chiusure al giorno, relative soprattutto alle piccole e medie imprese, che da sempre sono alla base dell’economia italiana.
Proprio in rapporto alle dimensioni di tali aziende è stato elaborato un prospetto occupazionale, distinguendo lo stesso tessuto aziendale in 3 settori che catalogano le imprese in micro, piccole e grandi.
Per le micro e piccole imprese il trend rimane negativo in quanto si prevedono ancora cali di occupazione rispettivamente del -7% e del -6%.
L’unico dato positivo invece è per le grandi aziende, quelle cioè che hanno da un minimo di 50 dipendenti fino a un massimo di 249, e che tendenzialmente incrementeranno le assunzioni, ma solo del 1%.

 

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