Gli investimenti all’estero: ruolo e fonti di finanziamento delle PMI

OPTI-SACE.IT-201700155_RECGli investimenti all’estero sono una grande opportunità per le piccole imprese italiane. Il primo passo è la conoscenza dei principali canali di finanziamento.

Le PMI in Italia: i numeri dei piccoli imprenditori

Siamo un popolo di imprenditori, anche se “piccoli imprenditori”. L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di piccole e medie imprese. Parliamo di un numero molto significativo: le piccole e medie imprese italiane sono 4,4 milioni e rappresentano circa il 99,4% del sistema produttivo nazionale. La propensione agli investimenti all’estero è molto alta: il 99,5% delle PMI esportano all’estero, e in tal modo contribuiscono, con ben il 66,8%, al volume complessivo delle nostre vendite al di fuori del mercato italiano. Queste imprese danno lavoro a circa 3,1 milioni di persone, pari al 63,7% del numero di addetti operanti nel settore.

Le PMI: gli strumenti per gli investimenti all’estero

Investire all’estero rappresenta un’importante opportunità di crescita per le imprese italiane che vogliono aumentare le proprie opportunità di business grazie all’internazionalizzazione. Tuttavia questo processo è molto complesso e delicato, perché oltre a prevedere una serie di investimenti all’estero, quindi relativi alla sfera finanziaria dell’azienda, presuppone una totale riorganizzazione e una forte preparazione dell’impresa che si affaccia per la prima volta ai mercati esteri. Insomma, non basta avere un ottimo prodotto o servizio da vendere: l’azienda che vuole investire all’estero deve essere pronta a profondi cambiamenti organizzativi, e propensa a stanziare le migliori risorse finanziarie ed umane nel processo di internazionalizzazione.

Le PMI: i canali di finanziamento

L’azienda interessata ad investire all’estero compie un primo sforzo conoscitivo, volto a comprendere quali possano essere i canali giusti e i principali strumenti di finanziamento. Questo primo passo è fondamentale, perché la fase informativa/conoscitiva è quella che influenza la fattibilità del progetto e che spesso rappresenta una “barriera” alle imprese interessate agli investimenti all’estero. A livello preliminare, quindi, è fondamentale sapere e capire quali sono i principali canali di finanziamento per investire all’estero. Questi canali rappresentano la prima pagina di un manuale ideale di consigli per investire all’estero, una sorta di “prefazione” all’internazionalizzazione delle imprese.

L’imprenditore ha a disposizione tre principali canali di finanziamento o fonti di agevolazione finanziaria:

1) Le agevolazioni finanziarie previste dalla legislazione nazionale italiana;

2) I programmi e le agevolazioni dell’Unione Europea per la realizzazione di joint venture;

3) I mercati del credito, sia a livello nazionale che internazionale.

Riguardo il primo punto, la legislazione nazionale prevede agevolazioni per le imprese che intendono avviare investimenti all’estero (paesi esterni all’Unione Europea) sia a scopo commerciale che produttivo. Gli investimenti con fine produttivo possono avvantaggiarsi di finanziamenti agevolati molto favorevoli, come dettagliato nella legge 394 del 1981.

Il punto 2 riguarda invece le agevolazioni “provenienti” dall’Unione Europea: i programmi comunitari sono tra gli strumenti più conosciuti e sfruttati dalle imprese italiane.

Il 3 punto riguarda invece gli Investitori Istituzionali e le Agenzie Multilaterali di Sviluppo.

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