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Chiusura conto corrente: quando e come farla

La chiusura del conto corrente può essere effettuata in qualsiasi momento, senza dover fornire la motivazione alla banca. Anche se hai stipulato un contratto a tempo indeterminato con l’istituto bancario, grazie alle semplificazioni del Decreto Bersani e alle direttive europee sulla portabilità, puoi decidere di chiudere il conto o trasferirlo altrove.

chiusura conto corrente

Devi sapere che l’operazione è totalmente gratuita e che i tempi per la chiusura del conto corrente variano in base alla banca e al numero di servizi attivati.

Perché chiudere il conto corrente?

Solitamente, questa decisione viene presa quando è possibile ottenere condizioni migliori da un’altra banca, o quando quella attuale diventa scomoda da raggiungere, e non solo. Vediamo le motivazioni più frequenti:

  • Apertura di un nuovo conto corrente a condizioni economiche più vantaggiose;
  • Passaggio a un conto corrente online;
  • Estinzione del conto cointestato;
  • Trasferimento definitivo all’estero e chiusura del conto italiano;
  • Assenza di una filiale vicino casa o al luogo di lavoro.

Nonostante siano queste le ragioni più diffuse, la necessità di chiudere il rapporto bancario è quasi sempre dettato dal passaggio del conto a un’altra banca.

Cosa fare prima di estinguere un conto corrente

Nonostante si possa decidere in qualunque momento la chiusura del conto corrente, prima di procedere, bisogna effettuare alcuni controlli. Sul conto deve essere presente un saldo positivo, e tutti gli addebiti e gli accrediti devono essere bloccati o trasferiti. Bisogna controllare che non siano presenti operazioni in sospeso, assegni non ancora riscossi, rate di prestiti o mutui in corso, conto titoli collegati ed eventuali spese di carta di credito da addebitare.

Se il conto corrente è in rosso, bisogna prima saldare il debito con la banca per poi procedere alla chiusura. Inoltre, vanno verificati i servizi attivi e disattivarli in anticipo, senza lasciare nulla in sospeso.

Tutta questa procedura diventa più snella se si decide di passare ad un’altra banca, poiché sarà quest’ultima a occuparsi di chiedere a quella attuale il trasferimento di addebiti e accrediti.

Richiesta chiusura conto corrente: l’iter da seguire

La chiusura del conto bancario può essere effettuata seguendo diverse modalità:

  • Recandosi presso la banca e compilando l’apposito modulo di chiusura del conto;
  • Inviando una raccomandata A/R o una PEC con la richiesta;
  • Chiedere alla nuova banca di effettuare la portabilità e, contemporaneamente, chiudere il vecchio conto corrente.

Queste procedure sono valide sia per il conto bancario intestato a una sola persona, che per quello cointestato, con l’unica accortezza, che in caso di firma congiunta, ci sia la firma di tutti gli intestatari del conto, sulla richiesta di chiusura.

Per chiudere il conto corrente bisogna presentare un documento d’identità in corso di validità; il modulo di chiusura compilato; carte di debito e credito, blocchetto di assegni ed eventuali chiavi di cassette di sicurezza.

Nel modulo sono indicati i dati anagrafici, l’IBAN del c/c da estinguere e alcune sezioni che riepilogano i servizi presenti sul conto. Inoltre, il correntista può decidere come ricevere il saldo residuo disponibile tra: contanti, assegno, accredito su carta prepagata o altro conto corrente.

Quali sono i tempi di chiusura del conto corrente?

Come anticipato, i tempi necessari per la chiusura variano in base alla banca e al numero di servizi attivi sul conto da estinguere. In base alla legge, sia la chiusura del conto corrente, che la portabilità, vanno effettuate entro massimo 12 giorni lavorativi, a partire dal giorno in cui il correntista ha consegnato la domanda.

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Se gli istituti bancari vanno oltre questo limite di legge, il cliente può avere un indennizzo calcolato sui giorni di ritardo e il saldo disponibile sul proprio conto.

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