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Il divorzio breve: potrebbe essere presto realtà

divorzio breve

Se ne parla sempre più spesso: il divorzio breve in Italia

A quanto pare, potrebbero ben presto accorciarsi (e davvero non di poco) i tempi di attesa da rispettare perché si possa finalmente procedere col divorzio (avrete senz’altro sentito parlare del divorzio breve). Anziché tre anni, per la precisione, le coppie che intendessero porre fine al proprio matrimonio, potrebbero dover aspettare soli 12 mesi o, in alcuni casi, addirittura 6 (a tal proposito, maggiori dettagli sono riportati nel prossimo paragrafo di questo articolo).

Nel post che avete sotto gli occhi, cercheremo di capire qualcosa in più riguardo a quello che, di recente, è passato alla Camera e riguarderà, per l’appunto, il divorzio breve. In cosa consiste esattamente? Cosa c’è da sapere in merito? Continuate a leggere e vi diremo qualcosa in più.

Si lavora alacremente per il divorzio breve in Italia

Come premesso, quelle coppie che intendessero porre fine al proprio matrimonio, potrebbero dover aspettare solo un anno in presenza di contenzioso, ma anche soli 6 mesi nell’eventualità che la separazione sia consensuale.

Dopo esser passato alla Camera, il provvedimento sul divorzio breve attende la decisione del Senato e, pertanto, ogni suo aspetto interessa fortemente chi, in questi giorni, sta seguendo la vicenda.

Porre fine al matrimonio: qualche utile informazione sul divorzio breve in Italia

Maggiori informazioni sull’approvazione o meno del divorzio breve in Italia arriveranno certamente nelle prossime e imminenti settimane.

Leggi  Il divorzio giudiziale

Ad ogni modo, è bene ricordare che quanto approvato dalla Camera (divorzio in 6-12 mesi a seconda della consensualità – o meno – di entrambi i coniugi) vale anche nel caso in cui la coppia che sta per divorziare abbia dei figli.

Per chi fosse in comunione dei beni, poi, questa cesserà dopo che la coppia avrà ufficializzato la separazione consensuale o dopo che il giudice avrà consentito ai due coniugi di non abitare più assieme.

Detto ciò, e auspicandoci che sempre meno coppie si ritrovino a vivere questo doloroso capitolo di storia familiare, attendiamo la decisione del Senato.

 

 

 

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