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Il mutuo per precari 2013

mutuo per precari 2013

Il mutuo per precari 2013, meglio conosciuto come “Diritto al Futuro” e sponsorizzato negli ultimi mesi da una nota pubblicità televisiva, rientra senza dubbio in quello che il Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù reputa un importantissimo progetto per tutti quei giovani che intendono acquistare la loro prima casa.
Nello spot che tutti noi abbiamo imparato a conoscere, una giovane coppia, stanca di vivere tra le quattro mura dei propri genitori, sceglie la possibilità di creare un nucleo indipendente approfittando della possibilità di accedere a un mutuo per precari 2013.
Ma in cosa consiste esattamente il progetto “Diritto al Futuro”? E quali sono i requisiti minimi per usufruire del mutuo per precari 2013?

I requisiti del mutuo per precari 2013

Per accedere al mutuo per precari 2013 “Diritto al Futuro” bisogna possedere un’età non superiore ai 35 anni (cosa valida per tutte le persone che andranno a comporre il nuovo nucleo), un reddito ISEE inferiore o uguale a 35mila euro e una quota del reddito complessivo imponibile non superiore al 50% per quanto riguarda il contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Ovviamente, per avere diritto al mutuo per precari 2013, non si deve essere possessori di altri immobili ad uso abitativo.

Le caratteristiche del mutuo per precari 2013 “Diritto al futuro”

In merito a quelle che sono dunque le caratteristiche principali del mutuo per precari 2013, lo Stato si impegna a garantire con le banche un fondo complessivo di 50.000 euro. L’immobile per cui si richiede il mutuo per precari 2013 deve essere adibito ad abitazione principale e non deve rientrare tra le abitazioni signorili, le ville, i palazzi, i castelli e le case di lusso, e non deve avere dimensioni superiori a 90 metri quadrati. La quota complessiva del mutuo per precari 2013 non deve superare i 200.000 euro e il tasso applicato (insieme alle condizioni del mutuo) viene stabilito dall’istituto bancario secondo i parametri consentiti dal Dipartimento della Gioventù e l’ABI.

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