Economia, le piccole aziende sostengono l’export made in Italy

MadeInTalyExportBuone notizie per l’export dei prodotti made in Italy: le piccole aziende italiane stanno crescendo e accompagnando l’economia del nostro Paese verso un importante rialzo. Una novità piuttosto interessante per la nostra economia che negli ultimi anni è stata molto colpita dalla crisi, penalizzando soprattutto le piccole imprese. Ma possiamo ben dire che molte cose stanno cambiando e che sono proprio le aziende minori presenti sul nostro territorio a sostenere l’economia italiana. Ma andiamo ad analizzare attentamente la situazione tramite importanti cifre, percentuali e previsioni.

I risultati positivi ci arrivano direttamente da un resoconto di Confartigianato, che conferma l’evidente crescita dell’export del made in Italy proprio grazie a molte piccole imprese. I dati ci dicono che, nel primo semestre del 2015, i prodotti italiani esportati da queste aziende hanno comportato un fatturato di oltre 57 miliardi di euro. Questa cifra è davvero rilevante per la nostra economia e fa pensare subito a quello che potrà avvenire in futuro. Infatti, il Gruppo Sace ha già stimato la sua previsione, sostenendo che questa crescita dell’export del made in Italy potrà aumentare ancora di un ulteriore 5% nei prossimi tre anni, ovvero nel periodo tra l’inizio del 2016 e la fine del 2018.

Sempre dai dati provenienti da Confartigianato è possibile non solo evincere che le piccole imprese italiane hanno contribuito in maniera rilevante a questo miglioramento dell’economia italiana, ma anche che nell’ultimo periodo sono riuscite a portare all’estero tantissimi prodotti appartenenti a settori diversi. In pratica, queste aziende hanno esportato beni di ogni tipo, dai prodotti tipici gastronomici ai capi d’abbigliamento made in Italy, permettendo così al resto del mondo di conoscerci sempre di più. Il settore alimentare e quello dell’abbigliamento sono anche quelli che hanno riscosso un maggior successo, arrivando a un valore totale pari a 113,8 miliardi di euro e identificandosi nel 7,1% del PIL del nostro territorio che, di conseguenza, ha riscontrato un incremento del 4,2%. Parlando in particolare del periodo gennaio-giugno 2015, i dati di Confartigianato rivelano che le imprese italiane di piccole dimensioni hanno incrementato il loro fatturato di ben 2,6 miliardi in più rispetto al primo semestre del 2014, arrivando così alla quota di 57,1 miliardi in totale.

Questi dati mostrano che queste aziende sono decisamente destinate a crescere soprattutto per quanto riguarda l’esportazione, ma rivelano inoltre che stanno nettamente superando la concorrenza presente in Europa. Infatti, in particolare per quanto riguarda i vari mercati extra comunitari, l’anno scorso il nostro Paese si è classificato al primo posto per l’export negli USA, in Cina, nella Corea del Sud, in Giappone e negli Emirati Arabi Uniti, superando le altre aziende presenti nei vari Stati europei. Inoltre, è opportuno sapere che, secondo il Gruppo Sace, arrivare a conquistare Paesi come la Corea del Sud, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti significa avere un grande potenziale. Tuttavia, anche se il nostro punteggio nell’ “Export Opportunity Index” è molto elevato e indica che l’Italia è tra i Paesi più promettenti, è opportuno non essere troppo ottimisti.

Infatti, lo stesso Gruppo Sace afferma che, anche se i risultati attuali sono positivi e le previsioni future sono molto buone, non sarà facile ritornare ai livelli raggiunti prima del 2007. In quel periodo le aziende italiane stavano ottenendo un grande successo mondiale. Poi, tutte le imprese hanno subito le conseguenze della crisi economica e, ovviamente, anche il settore delle esportazioni ne ha risentito. Inoltre, Oxford Economics prevede un rialzo del commercio globale solo del 3,8% entro il 2018, mentre per il periodo tra il 2000 e il 2007 aveva previsto una crescita totale del 7,3%. Perciò, anche se i risultati attuali sono buoni, non possiamo altro che rimanere con i piedi per terra continuando a darci da fare. Tuttavia, la crescita dell’economia italiana, avvenuta anche grazie al contribuito importante dell’export delle piccole imprese, non può fare altro che darci una ulteriore spinta per continuare a procedere su questa buona strada.

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